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Contributi dell'autore
Cronaca giudiziaria e processo penale: principi di deontologia dei giornalisti
L’articolo esamina l‘interazione tra diritto di cronaca e sistema giudiziario, segnalando le derive del “processo mediatico” e della “TV del dolore”. Partendo dalla sentenza del caso di Alessia Pifferi, l’autore analizza come la spettacolarizzazione e la pressione informativa possano compromettere la presunzione di innocenza e la genuinità dei dibattimenti.Vengono approfonditi, con il supporto della giurisprudenza disciplinare e ordinaria, gli obblighi deontologici dei giornalisti (artt. 24 e 25 del codice deontologico), con particolare attenzione alla presunzione di non colpevolezza, alla tutela delle vittime e dei soggetti fragili e alla corretta gestione della pubblicità degli atti processuali ex art. 114 c.p.p. Il testo sottolinea l'importanza di un linguaggio tecnico rigoroso e di una mediazione culturale responsabile per preservare la dignità delle persone coinvolte e la funzione democratica dell'informazione la cui crisi profonda può (forse) essere affrontata attraverso il rispetto delle regole deontologiche.
Intelligenza artificiale e segnaletica giudiziaria. Rilievi sulla topografia degli uffici giudiziari con l’aiuto di un chatbot di ricerca
Una conversazione improvvisata con un comune chatbot di ricerca propone qualche sorprendente riflessione sulle ragioni della sostanziale mancanza di indicazioni segnaletiche negli uffici giudiziari e della conseguente difficoltà di orientamento degli utenti. Ma evidenzia anche i cambiamenti portati dall’introduzione della digitalizzazione nei rapporti tra avvocati e cittadini, da un lato, e uffici e magistrati dall’altro. Ne deriva un’analisi scherzosa, ma non troppo.






