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Umanità Penalità (UP) è una rivista scientifica peer-reviewed di cultura giuridica, in aperta interlocuzione con le scienze umane, con le discipline psico-socio-sanitarie e neuroscientifiche, con i saperi della medicina, dell’antropologia e dell’etnografia.

L’intreccio multidisciplinare che caratterizza UP affronta i temi e le problematiche del mondo contemporaneo, sempre più connotato da rapide trasformazioni nei sistemi sociali e nelle condizioni concrete di vita. Per tale ragione, assicurando un confronto scientificamente accreditato, la rivista è da intendersi come un campo vivo di ricerca non dogmatica nel quale convergono, altresì, i contributi delle discipline che hanno ad oggetto le nuove tecnologie digitali, la comunicazione e il rapporto tra l’umano e l’artificiale.

Umanità Penalità sono i due poli entro i quali si inscrive il progetto editoriale di UP.

Da un lato, quindi, la categoria della penalità, attualmente attirata verso un uso simbolico, se non addirittura populistico, della pena, con conseguente graduale dispersione della funzione di regolatore sociale del diritto penale, il quale si sta sempre più convertendo in uno strumento di politiche securitarie.

Il discorso sulla penalità non può essere circoscritto ad una trattazione tecnica per i soli “addetti ai lavori”, ma l’approccio multidisciplinare deve applicarsi a comprendere tanto i processi di attribuzione della responsabilità quanto le categorie dell’imputabilità innanzi alle sfide dell’infermità mentale e dell’immaturità del minore.

Nella categoria della penalità va, altresì, rintracciata, da un lato, l’emersione di nuovi beni giuridici da tutelare e, dall’altro lato, la manifestazione di quelle pulsioni che generano un bisogno inedito di criminalizzazione, con tutti i correlati delle classificazioni di pericolosità, delle pratiche di neutralizzazione del difforme, della gestione del potere punitivo e della rarefazione del confine tra ingiustizia e reato.

Ogni discorso sulla penalità che non sia sterile e asfittico deve trovare il suo punto di applicazione nel rapporto con l’umanità, ovvero con la condizione umana di tutti gli attori sociali e processuali: il reo, la vittima, il magistrato, gli operatori del diritto, gli esperti che svolgono funzioni di consulenza  tecnica o che erogano interventi trattamentali e terapeutici, ma anche i gruppi sociali, le rappresentazioni collettive, le narrazioni che si generano, le conseguenze complessive che si determinano.

La nostra rivista vuole, pertanto, proporsi come luogo di confronto e di dialogo a più livelli e con strumenti non convenzionali  (dal testo scritto al video, dal podcast all’evento online), nel quale si producano saperi in grado di coniugare il mondo accademico con le reti degli operatori dei servizi territoriali, con gli ambiti scientifici, con i centri di ricerca, con le intelligenze diffuse e con tutti coloro che avvertono nella propria esperienza quotidiana la crisi di una penalità a rischio di disumanizzazione.

 

Milano, 2 aprile 2026

Fabio Basile

Raffaele Bianchetti

Susanna Arcieri