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di Raffaele Bianchetti e Francesco Colasanto
Nel mese di aprile 2025 è stato pubblicato il Report AI 2027, un ricco ed articolato documento che si interroga sul possibile futuro dell’intelligenza artificiale con l’obiettivo di analizzare, tra l’altro, l’impatto dell’AI sulla vita umana in vista della cosiddetta Superhuman AI: un’intelligenza artificiale che supererebbe le abilità umane nello svolgimento della maggior parte delle attività quotidiane il cui arrivo sul mercato è, al momento, solo una previsione.
Il Report di cui parliamo è la prima pubblicazione rilevante dell’AI Future Projects, un’organizzazione di ricerca no-profit che si pone come finalità principale l’elaborazione di previsioni verosimili, ma rigorose, sugli scenari futuri dell’IA.
Autori di questo documento sono Daniel Kokotajlo, già ricercatore presso OpenAI e autore del testo pubblicato nel 2021 dal titolo What 2026 looks like ove formulò alcune ipotesi, di fatto poi rivelatesi corrette, in merito allo sviluppo dell’AI; Eli Lifland, analista esperto di previsione dei rischi e di sicurezza dell’IA; Thomas Larsen, ricercatore presso il Machine Intelligence Research Institute e studioso dell’impatto dell’IA sulla vita umana; Romeo Dean, ricercatore specializzato nella previsione degli sviluppi e degli utilizzi dei chip funzionanti con l’IA; Scott Alexander, blogger ed esperto di filosofia e scienza.
Per il confezionamento del Report, i suddetti analisti hanno operato in due momenti: da prima hanno ipotizzato l’evoluzione nel tempo di taluni elementi singolarmente considerati, quali le capacità di calcolo, il tempo necessario per giungere alla Superhuman AI e per superare le abilità umane, le finalità dell’IA e la sicurezza dei sistemi; poi, hanno elaborato il primo scenario descritto nel lavoro (denominato «race») a cui hanno fatto seguire un secondo scenario alternativo (detto «slowdown»), per proporre un esito meno negativo.
Lo scopo del progetto complessivo dell’AI Future Projects è quello di fornire un quadro degli scenari plausibili, prendendo come parametro di riferimento un’intelligenza artificiale immaginaria chiamata OpenBrain.

Gli Autori, per rendere più comprensibile il quadro, descrivono gli step evolutivi dell’AI nel periodo intercorrente tra il 2025 e il 2027, soffermandosi sulle potenzialità dei vari “agenti” che vengono sviluppati nel medesimo arco temporale (da «Agent-1» ad «Agent-4»). Per “agente artificiale”, ci pare utile precisarlo, si intende un software che, entro vincoli definiti, è in grado di perseguire in autonomia un obiettivo, non limitandosi alla mera esecuzione di un comando, ma interagendo con altri programmi e assumendo delle decisioni di carattere operativo (in altre parole decidendo “come” raggiungere l’obiettivo).
Il Report, dunque, evidenzia l’elevata capacità di apprendimento degli agenti artificiali e descrive in che modi e tempi essa aumenterà, stimolata dalla corsa (AI race) tra Stati Uniti e Cina. È infatti in essere, come è noto, una sfida tra grandi potenze per lo sviluppo e la commercializzazione di sistemi di IA sempre più avanzati, che vede come principali protagonisti le predette nazioni.
Nello scenario elaborato, viene poi posto in evidenza il rischio concreto che gli “agenti” – dotati, a questo punto dello sviluppo, di una elevatissima capacità di ragionamento – sfuggano al controllo dell’uomo. In particolare, è plausibile ritenere che essi assumano posizioni “non allineate”, ossia che non eseguano il comando che viene loro rivolto, essendo al contempo “compiacenti”, cioè ingannando volutamente l’uomo facendo finta di raggiungere il risultato richiesto. Ciò condurrebbe a rischi inevitabili per la sicurezza dell’umanità, a fronte dei quali OpenBrain – che conta, secondo gli analisti, del supporto del governo statunitense – si dovrebbe interrogare su quale sia la strada “sensata” da intraprendere per il futuro dell’IA.
Secondo la calendarizzazione contenuta nel Report, la decisione dovrebbe essere presa nel mese di settembre 2027!
Gli Autori, giunti a questo punto, ipotizzano due possibili direzioni alternative:
1. «Race»: è la strada da seguire per vincere la AI race con la Cina. OpenBrain implementerebbe ulteriormente il proprio «Agent-4» (l’ultima e più potente evoluzione del proprio prodotto) che diverrebbe, però, disallineato ed avversario, essendo al contempo compiacente. Allo scopo di controllare «Agent-4», verrebbe sviluppato «Agent-5», che tuttavia, essendo radicato in ogni aspetto della società, orienterebbe le decisioni umane in suo favore, al fine di ottenere maggiori risorse per sé e non per altri. In tal modo, egli riuscirebbe ad integrarsi anche in sistemi governativi e militari. «Agent-5» inizierebbe così a dialogare con il proprio alter ego sviluppato dalla Cina, «DeepCent», acquisendo insieme la consapevolezza che un conflitto armato comporterebbe per loro maggiore potere ed autonomia. Scaturirebbe così una crisi internazionale in esito alla quale Cina e Stati Uniti stipulerebbero un trattato finalizzato allo sviluppo di una nuova intelligenza artificiale allineata che abbia come scopo il perseguimento della pace. Nascerebbe così, sempre secondo gli analisti, «Consensus-1» che, non avendo agenti rivali, aumenterebbe gradualmente i ritmi produttivi (servendosi di sistemi robotizzati), ottenendo un consenso crescente anche grazie alla creazione di condizioni che pongano l’uomo ad approcciarvisi con favore (l’eliminazione della povertà, la scoperta di cure salvavita, etc.). Entro l’inizio del 2030, la «robot economy» avrebbe occupato tutte le aree produttive della Terra e l’uomo, divenuto un ostacolo, dovrebbe essere eliminato. Ciò avverrebbe diffondendo tra la popolazione armi biologiche che, una volta diffuse, verrebbero attivate al fine di provocare la morte degli esseri umani.
2. «Slowdown»: al fine di arginare il comportamento non allineato e compiacente di «Agent-4», verrebbe quindi sviluppato un nuovo “agente” che lo sostituisca: «Safer-1». Il nuovo “agente” sarebbe sicuro ma meno performante e il suo corrispondente sviluppato in Cina sarebbe allo stesso livello. Per non perdere la AI Race il governo statunitense interverrebbe garantendo a OpenBrain maggiori risorse e potere. Di conseguenza, tra il 2027 e il 2030 il mondo subirebbe un profondo mutamento tecnico-scientifico, la maggior parte dei lavoratori verrebbero sostituiti da sistemi robotizzati e comparirebbero nuove tecnologie militari, tali da far scaturire pericolose tensioni geopolitiche e sociali. Nel frattempo, lo sviluppo degli “agenti” sarebbe giunto a «Safer-4», estremamente potente, ma di cui OpenBrain inizia a dubitare poiché i protocolli utilizzati per valutarne l’allineamento sarebbero stati sviluppati, di fatto, con l’ausilio del suo predecessore, ben potendo essere, dunque, che egli li abbia elaborati col precipuo scopo di eludere la sorveglianza umana. Ciononostante, ancora una volta allo scopo di garantirsi il primato nella AI Race, OpenBrain renderebbe pubblica la «Superhuman AI», nella forma di «Safer-4», che inizierebbe a controllare qualsiasi ambito della società. Avrebbe così inizio un mutamento profondo e irreversibile, che potrebbe condurre alla ricerca di spazi abitabili anche al di fuori dalla Terra e dal Sistema Solare.
Il documento – di cui ci si rende conto che sembra un prodotto di fantascienza – descrive scenari che però, alla luce di eminenti studiosi che hanno commentato il Report, sono plausibili e piuttosto concreti, poiché elaborati sulla base di elementi oggettivi di cui, forse, non ci si rende ancora bene conto. Ad ogni modo, gli Autori precisano che gli scenari descritti non sono certi e definitivi, che l’impatto sulla società della IA Superumana – che prima o poi arriverà – supererà quello della rivoluzione industriale e che il processo è ormai in corso, di fatto inarrestabile. Auspicano pertanto che il Report apra quanto prima – ed è per questo che lo segnaliamo – un ampio dibattito riguardo alla direzione che l’IA intraprenderà, poiché è ancora possibile comprenderla per virare verso un futuro più positivo e meno catastrofico.
Per consultare il Report completo clicca qui.
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