Marco Bouchard

In magistratura fino 2020 dove ha ricoperto anche incarichi per la formazione dei magistrati.
Presidente dell’associazione Rete Dafne Italia, rete nazionale di servizi per l’assistenza alle vittime di reato.
Fondatore e membro della Direzione scientifica della rivista “Cura e Giustizia”.
Autore di numerose pubblicazioni con le case editrici Bollati Boringhieri, Giuffré Lefebvre, UTET, Il Melangolo, Bruno Mondadori, Edizioni Gruppo Abele.
Autore di numerosi articoli per le riviste Minorigiustizia, Questione giustizia, Sistema penale, Diritto penale e uomo, Autonomie locali e servizi sociali.


Contributi dell'autore

2 Aprile 2026

Un possibile itinerario riparativo (tra cura e giustizia): dall’esperienza dell’ingiustizia alla gratitudine*

Il secolo alle nostre spalle ha forgiato, tra orrori e grandi conquiste dell’umanità, l’idea riparativa. Ci sono molti motivi per pensare che il nuovo secolo abbia inaugurato un’epoca dell’irreparabile. Si tratta, allora, di capire se, al tempo dell’irreparabile, la riparazione abbia ancora una valida funzione nell’affrontare l’ingiustizia. La nostra società non può rinunciare a tre modi fondamentali del riparare: mettere al riparo, riparare se stessi e incontrare l’altro. Questi tre modi del riparare sono finalizzati alla possibilità del riconoscimento. Forse la forma più alta è quella del riconoscimento reciproco che, per quanto eccezionale, conduce alla gratitudine. È la gratitudine a permetterci di immaginare e di vivere un modo capace di allontanare la colpevolezza e di ritrovare il senso dell’innocenza.