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Nei giorni 7 e 8 novembre 2025, si è svolta la settima Conferenza Nazionale sulle Dipendenze[1] prevista dal DPR 9 ottobre 1990 n. 309, art. 1, comma 15[2]:
«Ogni tre anni, il Presidente del Consiglio dei Ministri, nella sua qualità di Presidente del Comitato nazionale di coordinamento per l’azione antidroga, convoca una conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope alla quale invita soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza. Le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall’esperienza applicativa».
Purtroppo, la conferenza governativa, nel solco delle precedenti edizioni, non si è dotata di procedure certe e criteri sufficientemente inclusivi che avrebbero potuto garantire una maggiore partecipazione del variegato ventaglio di enti del terzo settore, associazioni e persone impegnate professionalmente nello studio e nel trattamento delle problematiche connesse all’uso di droghe.
Di fronte alla discrezionalità dei meccanismi di cooptazione (che non hanno ammesso, sostanzialmente, le voci discordanti, le pratiche difformi rispetto alle politiche governative), constatando l’esclusione di fatto di numerosi soggetti della società civile, scientifica e politica, e persino della rete Elide[3] (coordinamento degli Enti Locali per l’innovazione sulle droghe), la rete per la riforma delle politiche sulle droghe (a cui fanno riferimento principalmente le organizzazioni promotrici del Libro Bianco sulle droghe[4] e le altre realtà aderenti al quel progetto, fra le quali Forum Droghe, La Società della Ragione, CNCA, Antigone, Associazione Luca Coscioni, Gruppo Abele, ARCI, LILA nonché la Funzione Pubblica CGIL, A buon diritto, la Comunità di San Benedetto al Porto, ITTARDD, ITANPUD, EUMANS e Meglio Legale) ha convocato una “controconferenza” più che necessaria per consentire dibattiti e riflessioni approfondite in materia di riduzione del danno, contrasto dello stigma e dell’esclusione che gravano sui consumatori di sostanze, netta contrapposizione nei confronti del rigurgito punitivo, più che di cura, che trasuda dalle politiche e dai provvedimenti legislativi che si sono stratificati negli anni. La violazione dell’articolo 73 del sopra menzionato DPR 309/90 permane una delle principali porte di ingresso al carcere, nel quale circa un terzo delle persone sono recluse per droga e reati connessi (è da notare che questa percentuale è pressoché il doppio della media europea).
Da settembre 2023, il Decreto “Caivano”[5] ha inasprito le pene anche per la “lieve entità” prevista dal comma 5 dello stesso articolo 73, aggravando una situazione che non sembra esser ben percepita dal legislatore: la stragrande maggioranza di queste persone finisce in carcere per reati di piccolo spaccio, spesso connessi al consumo personale. Ed in carcere si muore di sovraffollamento, mancanza di cure, suicidio[6] (nel 2025 ogni quattro giorni un detenuto si è tolto la vita!).
Quando il consumo personale non si tramuta in piccolo spaccio resta comunque punibile attraverso persecuzioni che (sulla base dell’art. 75 DPR 309/90) nel solo 2024 hanno portato a più di 12.000 sanzioni amministrative, fra le quali il ritiro della patente, o del passaporto. Pur senza risvolto penale, queste sanzioni spesso “marchiano” inutilmente adolescenti e giovani adulti che si vedono così stigmatizzati e compromessi nelle loro possibilità anziché adeguatamente supportati nel loro percorso di crescita.
Dal 1990, anno di introduzione della norma, le persone segnalate per violazione dell’art. 75 in Italia sono più numerose dell’intera popolazione di Milano, neonati e ultracentenari compresi… Nella stragrande maggioranza le segnalazioni sono per possesso di cannabis, una sostanza alla quale non si possono certo attribuire morti a cinque cifre come avviene comprovatamente per l’alcool[7], sostanza legale. Il decreto Caivano, già menzionato, le normative anti-rave, cose scritte in fretta e male, apparentemente più per ragioni politiche/propagandistiche che di sostanza, trovano poi la loro apoteosi nella spericolata trasformazione da «guida in stato di alterazione psico-fisica» a «guida dopo l’assunzione di stupefacenti», una riformulazione questa, introdotta fra le modifiche al codice della strada volute dal Ministro Salvini nell’art. 187 della legge 25 novembre 2024 n. 177[8]. In questo caso, sembra che la volontà di imporre una posizione ideologica abbia sovrascritto la logica stessa, tanto che il testo ha dovuto esser corroborato da una circolare interpretativa nell’aprile 2025, dopo che anche diverse voci autorevoli avevano sollevato dubbi di costituzionalità; nella circolare, con le perifrasi del caso, si reintroduce il concetto che per l’accertamento del reato lo stato di alterazione psicofisica, anche se espunto dal testo, deve pur tuttavia esser presente nei fatti, e dimostrato, in via presuntiva, attraverso indagini strumentali.
Acer in fundo, il “pacchetto sicurezza” sul quale si era espressa criticamente anche l’associazione nazionale dei professori di diritto penale (AIPDP): vengono con esso introdotte «almeno quattordici nuove fattispecie incriminatrici e inasprite le pene di almeno altri nove reati». Per l’occupazione di immobili, per dire, prevede pene equivalenti a quelle per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro. E colpisce soprattutto migranti ed organizzazioni che se ne occupano[9], attivisti politici[10] (notizie di questi giorni riportano sanzioni amministrative pesanti e avvisi di garanzia per numerose persone che hanno partecipato nell’autunno scorso a manifestazioni e scioperi pacifici a difesa del popolo palestinese), la filiera della canapa (colpita dall’art. 18 del d.l. 11 aprile 2025 n. 48[11] per la quale sono stati presentati ricorsi alla Corte Europea[12]).
Il combinato disposto della legge 9 giugno 2025 n. 80[13] (conversione del decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48) e della legge 3 ottobre 2025 n. 148[14] (conversione, con modificazioni, del decreto-legge 8 agosto 2025, n. 117) consolida quindi posizioni di “guerra alla droga” nelle quali la penalizzazione, la stigmatizzazione e la repressione sembrano essere le principali risposte al fenomeno.
Peccato davvero, perché sono scelte queste, che hanno già accumulato più di sessant’anni di fallimenti[15] sistematici.
Meglio sarebbe agire meno ideologicamente e più pragmaticamente, come tentano di fare, poco sostenute, le città appartenenti alla rete Elide, e tutte quelle organizzazioni che, nel rispetto dei diritti e della dignità delle persone, promuovono anche servizi di riduzione del danno (fra le quattro azioni riconosciute centrali dalla politica europea sulle droghe: prevenzione, cura, lotta al traffico di droghe, riduzione del danno[16] ) e – perché no? – dare ascolto anche alle associazioni di persone che consumano sostanze[17] ed hanno ben chiaro quali siano i bisogni che li riguardano.
Ricordiamoci che i servizi di riduzione del danno e dei rischi sono parte dei LEA (livelli essenziali di assistenza) da più di un lustro, senza che vi sia traccia di operazionalizzazione ed esigibilità. Essendo ormai chiaro che la criminalizzazione e la risposta securitaria non funzionano (più di mezzo secolo di “esperimenti” fallimentari sulla pelle delle persone dovrebbero bastare) parrebbe sensato orientarsi a proposte che mirano all’inclusione (servizi a bassa soglia con tutela dell’anonimato, spazi di drop-in/ascolto), alla salute (distribuzione presidi sanitari, offerta di spazi sicuri, testing delle sostanze nei contesti di consumo), alla depenalizzazione ed alla prevenzione (sarebbe in questa sede eccessivamente complesso approfondire ogni concetto, ma vale la pena di ricordare che la riduzione del disagio e la generazione di contesti e condizioni di vita sostenibili e gratificanti[18] dovrebbe essere alla base di ogni prevenzione).
Invece, abbiamo assistito ad una conferenza governativa piuttosto ideologica, nella quale una rappresentanza parziale dei dipartimenti pubblici e delle organizzazioni scientifiche che si occupano di dipendenze è stata inframmezzata da una passerella di politici e figure pubbliche fra le quali mancava soltanto… il Ministro della Salute.
Ad oggi, passati tre mesi, nessuno si è preso la briga di stilare degli atti e sul sito del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze[19] possiamo soltanto accomodarci alla visione di alcune registrazioni video dalle quali, a ben guardare, emergono soprattutto perplessità, nonostante il tentativo di addomesticare l’evento.
Nel frattempo, la controconferenza ha elaborato una sintesi, stringata, nella quale vengono portate all’attenzione pubblica una serie di proposte concrete. «Sulle droghe abbiamo un piano: politiche efficaci, giuste, sicure per la salute, il benessere e l’inclusione»[20] è il documento conclusivo che vi invito a leggere, del quale mi preme qui riportare soprattutto la richiesta di istituire un Dipartimento per la Tutela della Salute delle Persone che Usano Droghe (io preferirei «delle persone con problemi di dipendenza») nel quale vengano riviste le competenze e le finalità di quello che oggi è il già menzionato Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze.
Alle Proposte di Iniziative necessarie verso una riforma strutturale della Legge sulle droghe 309/90, il documento affianca una serie di suggerimenti in materia di Riduzione del danno/Limitazione dei rischi (RdD/LdR), riforma del sistema dei servizi pubblico-privato nella quale possano avere un ruolo strategico anche i Comuni, e infine regolamentazione legale (depenalizzazione/legalizzazione) della produzione, uso e commercio di quanto oggi illecito, a partire dalla cannabis, così come oggi accade, con buoni risultati, in molti paesi del mondo.
Le evidenze scientifiche a supporto di queste proposte hanno avuto modo di essere discusse ampiamente e liberamente nel contesto della controconferenza che nel sito dedicato[21] oltre alle videoregistrazioni integrali presenta i documenti di sintesi e diverse presentazioni scaricabili.
Bibliografia
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- A.a.Vv., International guidelines on human rights and drug policy, UNDP, 2019,.
- A.a.Vv., La giustizia minorile è in crisi. Le associazioni lanciano un appello urgente: “torni la cultura educativa”, Associazione Antigone, 2025.
- A.a.Vv., Per un Piano nazionale di decarcerizzazione e di deistituzionalizzazione delle Persone che Usano Droghe, Rete per la riforma delle politiche sulle droghe, 2025.
- A.a.Vv., Sulle Droghe abbiamo un piano: politiche efficaci, giuste, sicure per la salute, il benessere e l’inclusione (Sintesi), Rete per la riforma delle politiche sulle droghe, 2025.
- A.a.Vv., Un nuovo corso per il sistema pubblico dei servizi: dalle dipendenze alla Tutela della Salute delle Persone che Usano Droghe, Rete per la riforma delle politiche sulle droghe, 2025.
- C. Brentari, Lezioni apprese a Bogotà: la riduzione del danno come politica di giustizia sociale e ambientale, promozione della salute e dell’inclusione sociale, difesa dei diritti umani, HRI Harm reduction International, 2025.
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- F. Corleone, S. Anastasia, L. Fiorentini, M. Perduca, M. Cianchella (a cura di), NON MOLLARE – Sedicesimo Libro Bianco sulle Droghe, Youcanprint, 2025.
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- I. Iommetti, Riduzione del Danno: pratiche, metodologie, prospettive operative nel sistema (dis)integrato dei servizi, Nautilus coop Il Cammino, Gruppo nazionale CNCA RdD/RdR, 2025.
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- G. Zuffa, F. Corleone, S. Anastasia, L. Fiorentini, M. Perduca, M. Cianchella, D. Amerini (a cura di), War on Drugs. 60 anni di #epicfail, Dodicesimo Libro Bianco sulle Droghe, ISBN | 9791220344494, YouPrint, 2021.
- Testo Aggiornato del Decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 62 del 15-03-2006, Suppl. Ordinario n. 62.
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[1] Conferenza Nazionale sulle Dipendenze.
[2] Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. (Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 255 del 31-10-1990 – Suppl. Ordinario n. 67).
[3] Nasce Elide, la rete nazionale degli Enti Locali per l’innovazione sulle droghe.
[4] F. Corleone, S. Anastasia, L. Fiorentini, M. Perduca, M. Cianchella (a cura di), NON MOLLARE – Sedicesimo Libro Bianco sulle Droghe, Youcanprint, 2025.
[5] Testo coordinato del decreto-legge 15 settembre 2023, n. 123 – Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 215 del 15 settembre 2023, coordinato con la legge di conversione 13 novembre 2023, n. 159.
[6] S. Olivelli, Carcere, un altro anno nero dello Stato tra sovraffollamento record e suicidi, Ristretti Orizzonti Website, Associazione Granello di Senape Padova ODV, 2026.
[7] E. Scafato, C. Gandin, S. Ghirini, A. Matone, M. Vichi, R. Scipione (a cura di), Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia – Rapporto 2020, Osservatorio Nazionale Alcol, WHO Collaborating Centre for Research and Health Promotion on Alcohol and Alcohol-Related Health Problems, Centro Nazionale Dipendenze e Doping – Istituto Superiore di Sanità, 2020.
[8] Interventi in materia di sicurezza stradale e delega al Governo per la revisione del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. (24G00199) – Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 280 del 29-11-2024.
[9] A. Ciervo, La criminalizzazione delle ONG che operano salvataggi in mare tra “Decreto legge sicurezza” e tutela multilivello della libertà di associazione, in Questione Giustizia, ISSN: 2420-952X, 2025.
[10] E. De Franco, La repressione del dissenso politico nel “pacchetto sicurezza” del 2025, in Questione Giustizia, ISSN: 2420-952X, 2025.
[11] A. Di Florio, Decreto legge 11 aprile 2025 n. 48 e cannabis light: è davvero un problema di sicurezza?, in Questione Giustizia, ISSN: 2420-952X, 2025.
[12] Esempio: Petition No 1144/2024 by Mattia Cusani (Italian) on behalf of Associazione Nazionale Canapa Sativa Italia, on the alleged violation of EU law by Italy’s hemp regulations.
[13] Legge 9 giugno 2025, n. 80, Conversione in legge del decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario. (25G00088) Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 131 del 09-06-2025.
[14] Legge 3 ottobre 2025, n. 148, Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 agosto 2025, n. 117, recante misure urgenti in materia di giustizia. (25G00155) Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 233 del 07-10-2025.
[15] G. Zuffa, F. Corleone, S. Anastasia, L. Fiorentini, M. Perduca, M. Cianchella, D. Amerini (a cura di), War on Drugs. 60 anni di #epicfail – Dodicesimo Libro Bianco sulle Droghe, ISBN | 9791220344494, YouPrint, 2021,
[16] I. Jeziorska, T. F. Martinelli, J. P. Kools, 50 years of harm reduction in Europe: high time for transformation, in Harm reduction journal, 22(1), 94, 2025.
[17] ItaNPUD è una rete di consumatori di sostanze psicoattive che si battono per la tutela dei diritti delle persone che fanno uso di sostanze.
[18] C. Dalpiaz, Sostanze psicotrope: usi ed abusi. Riflessioni suscitate dalla lettura di Drug Use for Grown-Ups di Carl L. Hart, in Diritto Penale e Uomo – Criminal Law and Human Condition, 4, 2021.
[19] Sito del Dipartimento per le politiche antidroga.
[20] Rete per la riforma delle politiche sulle droghe, Sulle droghe abbiamo un piano: politiche efficaci, giuste, sicure per la salute, il benessere e l’inclusione – Documento conclusivo della controconferenza, 2025.






